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Rosazza

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    • Indirizzo: Via Roma 6 13815 Rosazza (BI)

Rosazza (Biella): il borgo più misterioso d’Italia


In un territorio particolarmente bello e suggestivo della Valle Cervo, stretta striscia di terra tra la Valle del Lys e la Valsesia, un tempo conosciuta come Valle d'Andorno, circondata dalle Alpi Pennine, c’è il piccolissimo borgo di Rosazza, uno dei comuni meno popolati d’Italia, con meno di 100 abitanti.

Qualcuno lo definisce la “Rennes-le-Châteaud'Italia, altri addirittura il borgo più misterioso, perché capace di attirare quanti hanno qualche interesse ai luoghi esoterici e misteriosi.

Rosazza deve infatti la sua fama a Federico Rosazza, Senatore del Regno e membro della Giovane Italia mazziniana, che pare fosse anche Grande Maestro della Massoneria di Biella e che proprio in questa città tenesse le sue riunioni segrete.

L’origine di questo piccolo borgo piemontese sono piuttosto incerte; probabilmente è sorto in epoca molto antica, lungo una delle vie di comunicazione tra il nord ed il sud percorse da tanti popoli nelle diverse epoche storiche, che si sono insediati riuscendo a convivere con le difficoltà e l’isolamento tipiche della zona.

Rosazza è un borgo ricco di arte, di storia e di cultura, con monumenti che sono giunti fino a noi perfettamente intatti, a testimonianza del suo leggendario passato; un luogo pieno di fascino, anche per via del suo caratteristico paesaggio architettonico.

Le sue abitazioni, perfettamente integre, sono quelle tipiche delle Alpi Occidentali, con i tetti in lose, lastre in pietra di Luserna, cui si accostano armonicamente edifici monumentali costruiti nel 1800 da Federico Rosazza: la chiesa, il castello, il municipio e il cimitero monumentale.

Il castello si erge, con la sua caratteristica torre guelfa, era la residenza estiva di Federico Rosazza, progettato e costruito con chiari riferimenti all'esoterismo e alla Loggia; i muri e le colonne vennero trattati con acido nitrico per ottenere un effetto che ricordasse gli antichi templi di Paestum.


Tutto attorno ad esso c’è un ampio giardino con un arco in pietra sbrecciata che riproduce l'arco di Volterra, opera etrusca del IV secolo a.C.; la torre, invece, ha evidenti analogie con l'architettura medioevale.

Anche il municipio, la torre civica e la chiesa parrocchiale sono della stessa epoca, fine ottocento, voluti da Federico Rosazza, e realizzati sempre con molte delle caratteristiche del castello.

Il palazzo comunale, dove pare che Federico Rosazza tenesse le sue riunioni massoniche, ha la torre con merlature ghibelline e una scala di marmo bianco che dà accesso ai piani superiori, mentre la chiesa ha l’interno a tre navate dove campeggia un immenso cielo stellato, dove sono ben visibili le costellazioni dell'Orsa Maggiore e Minore, la Via Lattea e la Croce del Sud.

Tutto attorno al borgo la natura domina incontrastata ed è il regno di chi apprezzaza la sua bellezza ancora selvaggia, dov’è possibile incontrare le antiche mulattiere di collegamento con le valli confinanti.

Lungo la mulattiera che conduce al castello sono stati realizzati diverse opere di sostegno, punti di sosta e molte incisioni rupestri realizzate dagli abili scalpellini della valle e raffiguranti alcune delle sue tante leggende, il volto del suo santo protettore San Giovanni Battista ed originali scritte di saluto ed augurio.